http://scazzatinograffiti.blogspot.com/2008/03/anche-il-governatore-non-si-diver te.html
... sempre parlando a proposito della sfiga sessuale che da sempre alimenta il Romanticismo nostrano.
... sfiga gia' attiva dai tempi di Dante e Petrarca e giu' via a tutti gli altri menestrelli ed angelicatori di mignotte e dulcinee del toboso varie.
... alla faccia di quanto speravano Marcuse (http://it.wikipedia.org/wiki/Herbert_Marcuse) e tutti gli altri libertori della sessualita' femminile vari.
ESTRATTI:
PER QUELLI CHE VANNO DI FRETTA E/O NON POSSONO CAPIRE FARO' UN MIO BREVE RIASSUNTO SCAZZATINO:
FREUD DICEVA CHE LE DONNE SE LA MENANO PERCHE' E' NELLA LORO NATURA DI NON DARLA FACILE MA IN CAMBIO TI TEMPO E PROTEZIONE A QUELLO CHE SE LE INTESTERA' E SI FARA' CARICO DELLA LORO PROLE (IL MARITO APPUNTO).
MARCUSE DICE CHE FREUD SBAGLIAVA PERCHE' LE DONNE HANNO SEMPRE FATTO COSI' (NON DARLA FSCILE) PER VIA DELLE SCARSE RISORSE DEL PIANETA ED IL PESO DELLA GRAVIDANZE MA CHE UNA VOLTA GARANTITA LA SOPRAVVIVENZA FISICA E LIBERATI DALLA PAURA DI RESTARE INCINTE CON LA PILLOLA SI SAREBBERO DATE A MOLLARLA A DESTRA ED A MANCA.
QUESTO NON E' NEI FATI MAI AVVENUTO MA INVECE LIBERATE DEL CAPPIO OPRESSIVO DEL MASCHILISMO SI SONO DATE A MENARSELA ANCORA DI PIU' IN CERCA DI PRIVILEGI ANCORA PIU' ALTI E UOMINI DI PIACERE MACHI E ZERBINI SEMPRE PIU' GANDI.
QUINDI ANCORA UNA VOLTA FREUD AVEVA RAGIONE ED IL POVERO ILLUSO DI MARCUSE TORTO
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l principio di prestazione
Come detto, la repressione è per Marcuse connessa alla sostituzione del "principio del piacere" col "principio di realtà"; ma egli sottolinea la presenza di un altro livello attraverso il quale la società opprime l'essere umano, e cioè il cosiddetto "principio di prestazione": per prestazione si intende ciò che "si deve fare" a causa del proprio ruolo nella società, quindi la repressione attuata attraverso questo principio è strettamente legata alla stratificazione sociale e alla divisione del lavoro. In altre parole la prestazione è ciò che l'individuo deve fornire alla società, ed è ciò che la società si aspetta dall'individuo. Questa ulteriore repressione non avviene solamente attraverso la funzione che la persona svolge, ma è veicolata anche dalla famiglia patriarcale e dalla direzione univoca imposta alla sessualità, ovvero la genitalità.
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Critica della “teoria della civiltà” di Freud
Per Freud la civiltà inizia quando gli uomini per convivere (o sopravvivere) sostituiscono al "principio del piacere" il "principio di realtà"; l'uomo reprime i propri istinti, le proprie pulsioni, opera quindi il differimento dei piaceri e, in sostituzione di questi ultimi, sublima attraverso tutte quelle attività che sono comunemente considerate "frutto della civiltà" (arte, cultura, lavoro, ecc.). La società impone, quindi, una modifica dell'essenza degli istinti, dirottandoli dalla sfera sessuale a quella del lavoro.
L' obiezione di Marcuse:
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Marcuse pone la sua obiezione in questi termini: il processo repressivo descritto da Freud è un fatto intrinseco alla natura di ogni società, o si tratta di un fenomeno transitorio in quanto frutto di un'organizzazione irrazionale delle forme di convivenza tra gli uomini?
La risposta che Marcuse fornisce a questa domanda è in aperto contrasto con la tesi di Freud: la scarsità di beni per cui sono necessari meccanismi quali la divisione del lavoro e il differimento dei bisogni (in una parola, repressione) è frutto di una organizzazione irrazionale della società, nella quale i beni sono distribuiti in misura iniqua. Freud ha scambiato per caratteristica generale un assetto transitorio che configura un dominio attuato attraverso forme di violenza in un primo momento e, successivamente, con l'amministrazione totale della società.
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